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Parco delle Fucine di Casto
09/04/2026

  - © G.S. Marinelli, riproduzione vietata.
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Abbiamo trascorso la giornata in cammino in questo territorio straordinario dove è difficile valutare se, nel crearlo, hanno avuto più fantasia la Natura o gli uomini.

La natura, con i suoi elementi, acqua, vento, crolli, nel corso di millenni ha creato pinnacoli, pareti rocciose, dirupi, forre, torrenti, boschi...

Gli uomini, più recentemente, intorno agli anni 20 e 30 del 1900, hanno sfruttato i ricchi corsi d'acqua costruendo fucine e forni fusori per produrre reddito forgiando contenitori, pentole e utensili.

 Le costruzioni sono andate via via distruggendosi ma attualmente alcuni angoli significativi sono stati restaurati per tramandarne il ricordo; sorgono lungo il torrente che abbiamo risalito subito dopo la partenza ed il percorso è  facilitato da coreografici attraversamenti con ponticelli in legno e sentieri lastricati, il tutto molto bello a vedere.

E poi  il  giro ad anello che abbiamo percorso è costellato di ponti, passerelle e manufatti in legno che permettono di risalire e discendere torrentelli e corsi d'acqua superando forre, trasferendo il sentiero da un argine all'altro, aggirando dirupi e frane e distacchi di rocce.

Oppure, più semplicemente, tutte le vaste colline boscose e le zone prative, ricavate con gli antichi lavori contadini, sono attraversate da numerose strade bianche e sentieri agrosilvopastorali che con facilità permettono il collegamento fra i borghi e le tante località di interesse: anche queste sono opere dell'uomo che valorizzano la percorrenza del Parco delle Fucine, possibile a piedi od anche in bicicletta.

Nel borgo rurale di Alone che raggiungiamo dopo qualche ora di cammino si trovano ancora molti edifici autentici nella loro antica bellezza, anche questo frutto di tanto lavoro, fantasia e competenza degli uomini.

Su queste strade abbiamo voluto camminare con lentezza per poter gustare il paesaggio e solo dopo mezzogiorno abbiamo raggiunto il Rifugio Paradiso, in questa stagione, aperto solo di sabato e domenica.

Nell'ampio piazzale ci sono però diversi tavoli con le  panche che ci hanno permesso una comoda sosta per il pranzo.

Da qui comincia la discesa verso il punto di partenza.

Questo ultimo tratto è sicuramente il più scenografico.

La natura ha creato un canyon profondissimo sul cui fondo scorre il torrente creando cascatelle e pozze per finire con due azzurrissimi laghetti.

Le pareti di questo canyon, ove è possibile, sono coperte da vegetazione,  muschi, alberi e fiori...

Per scendere lungo questa strettissima valle,  dove non c'era margine per un sentiero abili persone hanno costruito piccoli ponti per passare da un argine all'altro e addirittura lunghe passerelle di legno sospese sull'acqua .

E' naturale che tutti questi manufatti richiedano molta manutenzione, infatti in alcuni tratti erano in corso dei lavori di ripristino indicati con segnali di pericolo.

Alla fine della escursione abbiamo con calma visitato anche  tutta la vasta area  outdoor dedicata agli appassionati rocciatori e free climber : sono  varie vie ferrate, pareti d'arrampicata, ponti tibetani e zip line. Le ardite strutture sono  una meraviglia  ma ci sono sembrate poco frequentabili per attempati escursionisti quali noi siamo. Sono senz'altro un importante divertimento o allenamento per tanti giovani sportivi.

Per giungere a Casto, in Val Sabbia, ci sono volute almeno due ore di auto ma ne è valsa la pena perché sono stati molti i momenti di piacere e di interesse.

                                                Rosanna

Partecipanti n.16 : Adriano F., Armando,  Beppe, Claudio,  Elisabetta,  Franco, Gianmario, Gigi, Giovanni, Giosuè,  Lory, Massimo, Oliviero, Rosanna, Sara, Simonetta .



Parcheggio del Parco
Parcheggio del Parco
m 430
m 430
Km 12
ore 4
s.l.m. 444 m
s.l.m. 679 m
E: (escursionistico)
Traccia gpx del percorso
Locandina descrittiva del percorso

Video Emilio