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Arrivati a Gerosa, alla fine della Val Brembilla, ci troviamo avvolti dalla nebbia e con una leggera pioggia, non proprio il tempo migliore per una escursione.
Entriamo al bar per il caffè. Parliamo con il barista illustrando il nostro programma per la giornata e lui ci sconsiglia di fare il giro ad anello: è certo che in alto ci sia molta neve e sul sentiero in salita verso la Valgrande, il tratto finale è impervio, potremmo trovarci in difficoltà.
Secondo lui è più sicuro il sentiero che conduce direttamente al Passo del Mercante del Ferro e da qui salire e pure scendere.
Decidiamo pertanto di seguire il suo consiglio.
Nel frattempo alcuni amici decidono di rinunciare alla escursione e si organizzano per il rientro anticipato.
In buon numero, seppur ridotto, incominciamo a salire; presto la pioggia cessa; persiste però la nebbia che per quasi tutto il giorno ci ha tenuto nascosto il panorama che era magnificato nella descrizione dell'itinerario.
Alla località Bivio Sabbioni prendiamo direttamente la sinistra e ci addentriamo nel bosco, ci lasciamo alle spalle un ambiente più aperto con belle fioriture di ellebori e, più in basso, di campanelline di primavera che in questo anno, il 2026, vediamo per la prima volta: le rivedremo al ritorno.
Ben presto il sentiero del bosco si fa nevoso ed il manto di neve diventa via via piu spesso tanto che arriviamo fino a sprofondare oltre la metà gamba.
Chi si mette in testa alla comitiva fa una gran fatica a tracciare la pista; i più forti e volenterosi si alternano in capo al gruppo e, seguendo labili tracce di sentiero e guidati dai segni CAI sugli alberi, tracciano il solco e tutti raggiungiamo il Passo del Mercante del Ferro.
Proveniente da un'altra direzione, dal passo in poi, fino al bivio per il Monte Sordanello troviamo una traccia fatta prima di noi e la seguiamo.
Ignoriamo la breve salita verso la cima del Sordanello e proseguiamo verso il Monte Foldone, facendo molte ipotesi su dove ci fermeremo per il pranzo: alla baita Foldone? In vetta al Foldone?
Ma da qui dobbiamo nuovamente fare noi la tracce nella neve alta; la fatica diventa eccessiva ed il tempo vola e pertanto, dopo alcuni centinaia di metri dobbiamo rinunciare all'impresa e decidere di ritornare sui nostri passi.
Arriviamo nuovamente al bivio per il Monte Sordanello e ne raggiungiamo vetta.
Qui a sprazzi vediamo il sole anche se tutt'intorno c'è ancora nebbia.
Riusciamo a sistemarci per mangiare qualcosa.
Stiamo fermi per poco tempo perché la temperatura è bassa e c'è chi soffre per il freddo ai piedi, chi alle mani....
Il ritorno per lo stesso percorso è facilitato perché il solco è ormai tracciato; si deve comunque fare attenzione per non scivolare dove il sentiero si fa più ripido, cosa che, in ogni caso, non può creare problemi vista l'assenza di qualsiasi punto pericoloso, semmai qualche scivolata ha dato motivo di amichevoli risate.
Quasi al termine della escursione anche la nebbia si è dissolta ed abbiamo avuto il finale piacere di dare uno sguardo complessivo alla montagna su cui siamo saliti ed alle retrostanti Grigne ed Orobie imbiancate.
Rosanna
Partecipanti n, 12: Aline, Alma, Anna, Armando, Beppe, Franco, Goisuè, Lory, Mario, Rosanna, Sara, Sandro,
| Traccia gpx del percorso |
| Locandina descrittiva del percorso |
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