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Cima di Tisa e Cima di Cavlera
22/01/2026

  - © G.S. Marinelli, riproduzione vietata.
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L'anno 2026 è cominciato da poco e, incontrandoci, stamattina, ci siamo fatti gli auguri di buon Anno Nuovo: cominciamo oggi il nostro programma annuale di escursioni.

E' prevista una giornata molto soleggiata ed il percorso è moderatamente impegnativo. Sia il dislivello che la lunghezza sono stati scelti in considerazione del lungo periodo di riposo che abbiamo trascorso per rispettare le Feste natalizie, per cui si rende necessario riallenare le nostre membra con calma e oculatezza.

Lasciate le auto, cominciamo a salire verso il santuario di San Patrizio seguendo il bel antico sentiero.

Partiti con berretta e giacca a vento cominciamo ben presto a togliere i primi “strati” del nostro vestire a “cipolla”.

C'è sole e aria limpida, subito il vasto panorama verso valle e verso monte si appalesa stupendo.

Man mano si sale anche il bosco e le radure, con i relativi capanni di caccia, roccoli od anche cascine, baite e tante tribuline, mostrano bellezze di forme, di alberi, di sottobosco, prati, sentieri e muretti a secco, insomma di tutto questo paesaggio in cui la frequentazione di valligiani e lavoratori della terra risale a diverse centinaia  di anni fa.

Fa piacere constatare che ancora oggi resistono contadini e boscaioli o anche solo semplici appassionati e proprietari dei fondi i quali si prendono cura di questi vasti e comodi alpeggi.

Saliano tenendo ciascuno il ritmo più congeniale  e, pur aspettandoci ogni tanto, si crea un po' di distanza fra gli uni e gli altri.

 Chi  per primi si sono trovati nei pressi della chiesetta dedicata ai Santi Pietro e Paolo, davanti alla quale si diparte il tratto finale del sentiero che sale verso le cime, ha avuto la fortuna di vedere tre snelli caprioli che, usciti dal fitto degli alberi, hanno attraversato il ripido pendio per nascondersi nuovamente sull'altro versante della cresta.

Pochissimi animali in giro ma anche di persone ne abbiamo incontrate davvero poche lungo il cammino.

Raggiunte e superate le due cime gemelle, Trisa più vasta e panoramica e Cavlera più defilata e minetizzata fra gli alberi, iniziamo la prima parte della discesa che si interrompe poco sotto, nei pressi del Rifugio Alpini di Vertova, dove ci aspetta una lunga sosta per il pranzo approfittando della temperatura ideale e della comodità del terrazzo proprio antistante al rifugio.

Come ormai siamo stati viziati dai nostri amici di escursione, ci siano scambiati prelibatezze e dolciumi, vini e caffè e,  se salendo abbiano consumato un poco delle calorie accumulate durante le feste, qui le abbiamo riacquistate e la dieta è rimandata!

Va da sé che conta di più il piacere della condivisione e della sincera amicizia che ci unisce e che in questo contesto ( il pranzo!) letteralmente si scatena.

Si riprende poi la discesa verso Vertova, contraddistinta da una mulattiera più o meno dissestata e da brevi tratti su strada asfaltata, la prima a fare da scorciatoia fra i vari tornanti della seconda.

La buona segnaletica in luogo ci aiuta a seguire il percorso ideale e non fare passi inutili.

Quanto ai fiori questa non è certamente la stagione  propizia. Tuttavia nei boschi ci sono ancora diversi cespi di ellebori  e  più in basso, sui margini della mulattiera hanno cominciato a fiorire primule ed anemoni, preannunciando la primavera.

La prima escursione di quest'anno è stata davvero piacevole per tutti e...chi ben incomincia....

                                       Rosanna

 

Partecipanti n.14: Aline, Armando, Beppe, Claudio, Franco, Elisabetta, Gigi, Giosuè, Marta, Massimo, Renata, Rosanna, Simonetta, Valter.



Vertova
Monte Cavlera
m 950
m 950
Km 12.5
ore 4
m 454 s.l.m.
1318 m slm
E: (escursionistico)
Traccia gpx del percorso
Locandina descrittiva del percorso

Video escursione di Emilio