Primo giorno: Da località Predazzo (Temù) al Rifugio Garibaldi
Raggiunta la Val d'Avio, Siamo partiti parcheggiando le auto poco sopra Temù e la salita verso il Rifugio Garibaldi è stata impegnativa perchè più lunga del previsto, tuttavia un bel sole ed una fresca temperatura ce l'ha resa molto bella e ci ha dato tanta soddisfazione.
Una volta sistemati gli zaini in rifugio e scelte le nostre brande nella camerata che i gentili rifugisti ci hanno messo a disposizione, in attesa dell'ora di cena, abbiamo esplorato i dintorni, il lago, la diga, quel che resta del ghiacciaio, osservato la corona dei monti con l'Adamello, visto nel suo lato nord, a predominare.
Verso l'estremo lato sinistro della diga un branco di stambecchi, pochi maschi, alcune femmine e tanti piccoli, stavano tranquillamente pascolando e, taluni in posizioni veramente acrobatiche, leccavano sale dalle parete della diga. Sono stati, ovviamente, divertenti soggetti delle nostre fotografie.
Sempre in attesa dell'orario di cena, abbiamo osservato arrivare in rifugio, alla spicciolata, un gruppo di giovani alpinisti, ben equipaggiati, stanchi, sudati e felici: erano tedeschi, di Colonia, che erano partiti al mattino presto dal Rifugio Gnutti, attraversato il Pian di neve e, passando per il Passo Brizio, sono arrivati al Rifugio Garibaldi. Il giorno dopo, scendendo a Temù avrebbero concluso la loro esperienza sulle Alpi italiane: questo abbiamo imparato interrogandoli ed ascoltanto i loro entusiatici racconti con linguaggio in insicuro ma comprensibile inglese.
La cena tanto desiderata è stata di sufficiente qualità, abbondante.
Con alcune partite a carte e tante conversazioni, si sono fatte subito le ore 22, l'ora del riposo.
Non c'è stato tempo per il paventato schiamazzo notturno; in camerata si è fatto subito un silenzio bellissimo: non tutti si saranno addormentati subito ma tutti sono stati molto rispettosi del riposo altrui, fino alla sveglia, alle ore 6,30 per la colazione del mattino successivo.