Parco del Monte Barro

Giovedì, 26 Aprile, 2018

Siamo tornati nella catena del triangolo lariano e precisamente sul Monte Barro dalla cui cima ci si affaccia sulla parte finale del lago di Lecco, là dove inizia il fiume Adda e, dal lato opposto, sui laghetti di Garlate e di Annone.

Il parco è stato costituito al fine di salvaguardare la meravigliosa flora ospitata nelle praterie, nei boschi e sulle rupi di dolomia e di calcare di questo monte delle Prealpi Lombarde il cui isolamento ha contribuito a mantenere una biodiversità eccezionale.

I fiori incontrati in questa giornata quasi estiva sono stati infiniti; solo per nominarne alcuni cito: genzianelle, dafne rupestri, peonie, mughetti, sigilli di Salomone, globularie, orchidee, anemoni narcisiformi, ranuncoli nani,……

Siamo partiti da Valmadrera, paese natale della nostra apprezzata guida odierna, Roberto, e dopo quasi un’ora di salita siamo giunti nella zona archeologica del Parco del Monte Barro.

Indagini archeologiche recenti (1986/1997) hanno messo in rilievo importanti testimonianze abitative di epoca altomedioevale: Su questa altura si narra abbia trovato rifugio Gerberga, figlia del re longobardo Desiderio, in fuga dal re Carlo Magno.

Abbiamo attraversato i resti di un villaggio e di un insediamento militare costruito nell’arco di tempo compreso fra il V^ secolo d.c. e l’età dei Goti.

I reperti rinvenuti negli scavi sono conservati nel museo del Barro allestito presso l’Eremo, Eremo che purtroppo oggi è una costruzione orribile a vedersi pur se posta in luogo molto suggestivo e panoramico.

La salita è proseguita comoda fino sulla cima e solo negli ultimi 20 minuti il sentiero si è fatto più impervio.

Il percorso di discesa, verso Galbiate, è stato decisamente più impegnativo per la presenza di alcuni ripidi tratti rocciosi, ma il paesaggio è sempre parso bellissimo ed interessante, spunto per i nostri ammirati commenti.

Raggiunto il fondovalle il nostro itinerario è proseguito su una comodo sentiero che dai pressi di Galbiate ci ha ricondotto verso Valmadrera al Pian Sciresa, attraverso un fresco bosco, con vista sui paesi lacustri precedenti Lecco e sopra, tra l’altro, la famosa chiesa di San Michele, “l’incompiuta”, il cui tetto crollò nel 1939 e così è rimasta.

A metà strada, verso l’ora una, comodamente seduti nell’area picnic della Baita Pian Sciresa, abbiamo interrotto il nostro giro per spegnere i morsi della fame (e della sete) con un giro finale condiviso, di dolci, cioccolato e caffè.

 Dopo un inebriante profumo di mughetti, l’ultimo tratto di sentiero ci ha regalato un penetrante profumo di aglio che si sprigionava da milioni di bianchi fiori tipici, a primavera, di questo ombroso sottobosco.

                                                Rosanna

Lunghezza percorso Km 11,5 - Dislivello totale: 850 mt.

Partecipano:

Adriano, Alba B. Armando, Dario, Efrem, Elisabetta, Fausto N. Gianmario, Giovanni, Gloria, Graziella, Roberto, Rosanna, e Sandro N.