Gir di Sant e di Sass

Giovedì, 30 Novembre, 2017

Questa è stata l’ultima gita programmata, una gita “di costa”. Buona parte del dislivello è nel primo tratto per arrivare al complesso Benedettino di San Pietro, che avevamo già visitato in occasione della salita al Corno Birone nel 2015.

La mattinata è freschina l’aria pungente, non siamo ancora abituati ai quattro gradi ..fuori dal finestrino, l’aria ci ha accompagnato lungo tutto il tragitto anche con raffiche importanti.  Arrivati alla Chiesa Benedettina di San Pietro, un volontario dell’associazione che custodisce questo bel complesso, ci ha spiegato un po’ di storia rilevando l’importanza strategica e politica del complesso, le alleanze con i Benedettini Tedeschi che portarono forza e prosperità al convento, che sono durate sino al IX secolo, durante il quale gli Ungari continuarono ad imperversare saccheggi e devastazioni alle quali il complesso Benedettino, anche per la sua preziosa posizione geografica non poté evitare. La storia dettagliata la trovate facilmente in internet.

Comunque fortunatamente ora possiamo ammirare questa bella struttura ben restaurata e conservata, che all’interno offre ancora pregevoli affreschi e sculture, suggestiva la cripta posta sotto l’ingresso, e poi un “porta segreta” gentilmente aperta dalla nostra guida che ci ha mostrato il risultato degli ultimi scavi indicano la posizione dell’altare alle origini di tutto il complesso.

Riprendiamo il nostro cammino rielaborando tutte queste informazioni, abbiamo ancora molta strada per arrivare a San Tommaso, il sentiero ora è tutto “in costa” alla montagna, occhi aperti perché è cosparso di foglie viscide su un fondo di terriccio umido e sassi nascosti, a destra poi c’è sempre un ripido pendio che potrebbe in ogni momento essere la rovina della giornata.

Il gruppo si sgrana, lungo il sentiero c’è anche un’altra compagnia di anzianotti del CAI di Colico, si passa sotto il Corno Birone, sentieri a tratti già percorsi, si risale per duecento metri, la bussola comunque è sempre verso Nord-Ovest, le pieghe della montagna ci portano in fresche zone d’ombra ove si accelera il passo per arrivare al sole. Qualche sosta è doverosa per rimirare lo splendido spettacolo alla nostra destra, in alto troneggia il Resegone, il Pizzo D’Erna, la Grigna e Grignetta, tutti spolverati di neve, in basso il sole crea suggestivi giochi di luce sul lago di Pussiano, di Annone, di Garlate, di Olginate, e più su il lago di Lecco, mi verrebbe da dire che qui ogni paese oltre ad avere un campanile ha anche un lago.

Sul percorso troviamo i famosi Massi Erratici, ossia grosse pietre emerse 18.000 anni fa dopo il ritiro del ghiacciaio dell’Adda che aveva uno spessore di 1Km. Questi massi venivano poi con gran fatica lavorati per utilizzo edilizio di pregio, cammin facendo arriviamo a San Tommaso, un complesso di case sopra Valmadrera.

Anche qui c’eravamo già stati, una bella contrada ristrutturata e gestita dai volontari dell’OSA, punto forte il ristorante “alla mano”, con i soliti piatti tradizionali che ..non hanno mai fatto male a nessuno.

Finalmente un pranzo vero, alla spicciolata arrivano tutti, siamo in 13, nell’altro salone la compagnia di Colico, circa quaranta, fanno molto chiasso ma man mano che arrivano i piatti il silenzio si riprende il proprio spazio.

Siamo in attesa del nostro risotto con salsiccia intanto dagli zaini di alcuni nostri generosi amici spunta, un grosso cioccolato, due panettoni, del croccante fatto in casa, spumante e vino rosso, cè quanto basta per dimenticare la levataccia mattutina e lo stressante traffico che costeggia i laghi.

Arriva il risotto, anche il nostro tavolo diventa silenzioso, dopo due forchettate viene proprio voglia di fare un brindisi per la bella stagione passata insieme, il risotto è ottimo sotto ogni aspetto. E poi?? Ci offrono (solo!!) quindici porzioni di coniglio!!?? Ce la faremo? Diciamo di si. Ora si ricomincia, fettone di polenta riscaldata sono il degno letto per il nostro coniglio, la cottura, i sapori sono superlativi.

E’ facile lasciarsi andare all’allegria e gioia, i brindisi si susseguono anche il vinello è buono, come sempre l’acqua rimane in disparte.

E dopo i bis e tris di coniglio, un attimo di sosta, si progetta il futuro, chi stuzzica già per la prossima gita di giovedi, l’idea di starsene a casa non è nel nostro spirito, assaggiamo il cioccolato di Adriano, il croccante della Lucia, i panettoni di Roberto, lo spumante di Luciano, arrivano i caffè, e l’immancabile grappa di Luciano. Tutto buonissimo, ma soprattutto è il piacere di stare insieme e di potercela ancora fare è il sentimento predominate della compagnia.

Con questo pensiero prendiamo il sentiero del rientro, già percorso in altre occasioni, si arriva a Civate e tra campi, cancelli e fabbriche per fortuna ancora in attività, troviamo la strada per le macchine, alcuni affrontando un ultimo piccolo strappo, ci porta verso l’orrido del fiume Tosco, una stretta gola di 150 metri, che si apre poi nella parte alta di Civate.

Siamo arrivati, anche stavolta contenti di aver passato una bella giornata in compagnia, già si pensa alla prossima…

Abbiamo percorso circa 13 Km e fatto un dislivello di circa 800 metri, in quanto tempo? ... oggi non ha importanza.

Ciao

Alvaro cronista per caso.

Escursionisti: Adriano, Alvaro, Antonietta, Armando, Dario, Eli e Gianmario, Fausto, Ida, Luciano, Mauro, Nando, Roberto.